Incipit

  • Il bar si trovava a poca distanza dal viale. Il tram, poco lontano, andava avanti e indietro inseguito da torme di turisti in ritardo nel calore del pomeriggio. Nell’angolo, un jukebox suonava una canzone di Brel, mentre la televisione trasmetteva un programma calcistico. L’Italia aveva perso con la Svizzera ed era stata eliminata dai campionati

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  • Conobbi Arsenio all’inizio dell’estate. Il mondo di là partecipava allo scorrere dei giorni e delle stagioni, rifiutando solo di misurare le ore e i minuti, che non avevano senso per chi ormai non aveva più tempo per costruire un’esistenza. Gli unici a possedere un orologio erano i dirigenti del secondo piano del Ministero, che dovevano

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  • Gennaio 2011 La stazione era deserta. Fatta eccezione per un vecchio barbone che dormiva in un angolo e per un uomo che, nascosto dietro un vetro e dietro i suoi occhiali da miope, leggeva un libro di Cèline, non c’era nessuno. Il ragazzo e la ragazza vicino ai binari erano giovani, certo, ma il loro

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  • I Penso che sia iniziata così. Per me, perlomeno. Rick Blaine vagava da molto tempo, inseguito da uomini ormai fiaccati da anni di ricerca vana. Penso che sia iniziata così, in un mattino di pioggia al terzo piano dell’Ospedale Saint-Honoré di Orano-sur-mer, in una stanza bianca di vite dimenticate, evaporate tra quei muri nell’indifferenza, nella

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  • Preludio, voci

    Gabriel: Ci sono molte cose che ricordo di quegli anni. Perlopiù impressioni: il vento nelle sere d’estate, i risvegli nelle mattine d’autunno con Rick che si preparava a coricarsi dopo aver vegliato tutta la notte. E storie, storie raccontate in un pomeriggio in riva al mare, raccolte in una primavera come tante passata a rincorrere

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