Viaggi
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Orbetello, 20 giugno 2022 Il centro storico di Orbetello parla di Garibaldi e di Risorgimento e un po’ mi sorprende. Stretto ai due lati dalla laguna, il paese si schiaccia lungo le strade principali quasi proteggendole dall’incedere dell’acqua. Eppure, le piazze che si aprono non sembrano ricordarsi della diga poco distante, non sembrano appartenere a
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Talamone, 22 giugno 2022 Un giorno di vagabondaggio tra Albinia, Talamone e Capalbio avendo Orbetello come luogo di partenza e di arrivo insegna l’importanza di parlare con gli autisti. Nonostante anche in Maremma sia giunta la forza unificatrice dei francesi di Autolinee Toscane, è come se permanesse qualcosa di non digitalizzabile e standardizzabile, affidato alla
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Orbetello, 21 giugno 2022 Sulla laguna, la vita sembra sospendersi. Sembra di guardarla da fuori, immersi in uno scorrere dei giorni che non ha altro colore che il bianco madreperlaceo dell’acqua alla sera, non ha altro suono che il richiamo degli aironi passando sulla diga al mattino, non dà altre sensazioni se non quella del
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Termoli, 12 agosto 2021 Termoli a sera rivela un’attività inaspettata. Per molto tempo, era stata un luogo avvolto in una lontananza quasi irreale, era il porto da cui si partiva per le isole Tremiti, progetto di viaggio accarezzato con mio padre prima di ogni estate per la loro vicinanza all’Abruzzo in cui passavamo le vacanze
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Alberobello, 11 agosto 2021 In questo pomeriggio in cui il calore non sembra raggiungere il picco minacciato dai giornali, di nuovo la memoria mi fa collegare parti diverse del Mediterraneo e Alberobello, paese nato provvisorio per evitare la tassazione del Regno di Napoli, mi riporta al quartiere arabo di Granada e, più su, a Sacromonte.
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San Nicandro Garganico, 9 agosto 2021 Di notte, i vicoli bianchi di San Nicandro Garganico divengono delle aperture sulla vita degli abitanti. Le porte rimangono aperte, il rumore delle televisioni racconta la prima serata di Rai Uno e attraverso le tende antimosche si intravedono brandelli di conversazioni, di liti, di silenzi. Una signora affacciata al
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Vienna, 3 gennaio 2020 Karlsplatz unisce le epoche. Da un lato, la chiesa di San Carlo, costruita nel Settecento in onore di San Carlo Borromeo dopo un’epidemia di peste. Dall’altro, la Secessione proclama dalla sua facciata A ogni tempo la sua arte/a ogni arte la sua libertà e parla delle inquietudini della Vienna di fine
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Le illusioni dell’Impero giacciono lungo il Ring. Qui i residui di grandezza di quella che fu la capitale della Mitteleuropa sembrano avvolti da un velo di nostalgia, da quella malinconia che pervade le opere di Zweig e di Werfel, di coloro che si trovarono improvvisamente gettati dalla tranquillizzante immobilità dell’Austria felix nella corsa precipitosa verso
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Vienna, 3 gennaio 2020 Vienna mi deve un guanto e una sciarpa, persi nel tentativo di trovare il guardaroba giusto alla Staatsoper prima di vedere il Fledermaus. Io le devo i miei sogni di bambino e forse siamo pari così, perché se ho iniziato a suonare è stato anche perché a ogni volgere dell’anno mamma