Preludio, voci
La ballata dell’uomo della Luna
Blues sulle storie d’amore e sui viaggi in treno
Non si può essere seri a ventisette anni – Prologo, Elena
Amalia, una sera d’estate
Relazione di degenza del dott.G.S.
Irene a Montepulciano – Frammenti di Aprile
La tela di Penelope (sull’eutanasia dei sogni)
La donna che bruciava poesie
Gli alberi blu
La figlia dell’orologiaio
Il cappotto grigio
Il bambino di Sarajevo
Gli abiti di scena
Brahms, in primavera
Il padre del contrabbassista
Le città invisibili
Godard, il Sessantotto e io – Cronaca di una sera fiorentina
Canzone di notte #2
Settembre ’90: dediche e pomeriggi pratesi
Cambi di stagione
Lezioni di volo
Les amours d’étè e il porto di Santos
Nachtmusik II
Tangerine ovvero come diventare adulti
Non si può essere seri a ventisette anni – Ginsberg, “America” e l’estate
La sigaretta di Gardel – Ascoltando “Volver”
Verdi nel metro: storie di banlieue sotto la pioggia d’autunno
Epifanie jazz in un pomeriggio d’inverno
La barba di Allen e le mie storie interrotte
Le notti di Firenze
Scrivere in tempi inquieti: Schubert e il postmodernismo
Quello che resta dell’ultima neve
Al Franchi, un pomeriggio d’inverno
Restiamo umani: Idy, Samb e Diop e le fioriere
Le passanti e la generazione postuma (anche i contrabbassisti, nel loro piccolo…)
Perché poeti in tempo di povertà? – Appunti per la generazione postuma
Firenze, le città e la memoria
Le scorte per l’inverno
Sentimentalismi superflui di una sera d’estate
Ulisse, Calipso e le illusioni di Settembre
Su Musil e sull’impermanenza dell’Io
Note di fine inverno sul “Gabbiano” di Cechov
Flussi di maggio
Tutti i nomi belli sono tristi
Alle soglie d’autunno
Il senso del vuoto – Angoscia e speranza ai tempi del COVID-19
Sul ricordo
Quando giugno arriva – note a margine sul definirsi
Beethoven in autunno
Fino alla frontiera
L’abbigliamento di un fuochista
“Departures” e l’identità ritrovata
Ho visto anche degli zingari felici
Tempi di transizione
Elogio dell’incomprensione – note sparse su un frammento di Anouilh
Il senso di Donnarumma per il tempo
Tempi fluidi
Lettera a una vecchia amica sul destino
Colloquio con un anestesista sull’identità
Tenco, la malinconia e le fluttuazioni del tempo di una sera di primavera
Teresa e la patria perduta
Quando il resto va via
Appunti di Capodanno
Oltre la soglia
I Genesis e le identità musicali
Clima, stigma e altre amenità: fenomenologia di una shitstorm
Poesia e lotta di classe: considerazioni sparse su “Alla linea” di Joseph Ponthus
Ruptures – Le fluttuazioni dell’identità e “La fine degli amori” di Claire Marin
La felicità è un’idea semplice
Sogno d’autunno
Colorare dentro i bordi (quasi una canzone d’amore)
Soliloquio per una passante
Qualche volta eri felice
Di psichiatri e sciamani
Le case e i morti – riflessioni su “Il silenzio grande”
Ismail Kadaré e la lettura adulta
Generazione D – la depressione e la sofferenza psichica come collante generazionale
L’esilio è un duro lavoro – Identità in lotta
I mostri che abbiamo dentro: psichiatria e violenza
Tre storie
L’amore ai tempi delle chat
Comunioni di atomi
“Parthenope” e il senso della morte
Abitare relazioni
Pellegrino va alla morte (prima parte)
Pellegrino va alla morte – Arsenio
Pellegrino va alla morte – la riunione
Pellegrino va alla morte – Il rapimento
Cronorifugio
Sull’infuturazione
Via della croce
Il samovar della tristezza
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