Allen Ginsberg

  • Scrivo spesso di passanti. Probabilmente sono il simbolo dei nostri sogni in questa civiltà in declino. Ci penso a sera mentre mi riparo in una libreria di via De’Cerretani dopo una conferenza alle Oblate. Il relatore, mentre i residui dei discorsi su Montale svanivano e gli studenti dei licei giunti a cercare di comprendere le

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  • Ti ho visto, Walt Whitman, senza figli, vecchio mangione solitario, a frugare fra le carni nel frigorifero e occhieggiare i garzoni del droghiere./Ti ho udito fare domande a ciascuno: Chi ha ucciso le cotolette di porco? Quanto costano le banane? Sei tu il mio Angelo? (A.Ginsberg, “Un supermarket in California”) A diciannove anni, la libertà

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  • Estate 2017 La mia camera, avvolta dal caldo fiorentino e perfusa da quell’ansia sottile e leggera che solo la sessione d’esami sa dare, decide di risputare fuori una poesia di Ginsberg che avevo stampato un po’ di tempo fa e che avevo lasciato a morire tra un libro di biochimica in attesa di essere venduto

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