Angelique Ionatos
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All’alba dei miei ventisette anni, le donne apparivano e svanivano nella nebbia di una primavera adolescente – le loro voci nelle sere d’Aprile raccontavano il rimpianto per un futuro in cui sarebbe stato facile sfiorire, uccidere i propri entusiasmi universitari nell’ennesimo lavoro sottopagato. Era diverso un tempo, quando Fukuyama proclamava la fine della storia, profeta