Calipso

  • E l’autunno arrivò anche quell’anno e aveva la voce di Gianmaria Testa – l’avevo incontrato tra le pagine di un libro di Izzo e lo ritrovavo alla fine di ogni estate, con la voce che delineava quella sottile malinconia così simile alla mia, quella percezione che in fondo la vita, i rapporti, l’amore non fossero

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  • Lettera a Calipso

    Lasciamo che Settembre muoia che il fumo entro cui svaniscono le tue poesie – raccontavi e distruggevi mille volti di uomini cancellati dal rumore delle navi in partenza nelle sere di gennaio al porto di Ogigia – si faccia nebbia sottile nel vento del mattino. Lo so, ti ho promesso molto. L’estate mi aveva avvolto

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