Cechov
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L’inverno non terminava. La pioggia sottile bagnava i sogni, le speranze di fuga e d’estate. Tanto tempo prima avevo letto Kerouac su una panchina, davanti al prato della scuola di musica, e richiudendo il libro avevo immaginato il giorno della partenza, in una mattina di luglio. Non c’era futuro, allora, e non nell’accezione nichilista che