Eugenio Montale

  • Ci sono ricordi che si fissano nella memoria e che in qualche modo danno un senso a un periodo, a un momento della vita. Ci sono ricordi che segnano una rottura, la percezione che da quel momento in poi niente sarebbe stato più come prima, una crisi nel senso greco di krino, una separazione tra

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  • Nell’anima dell’uomo si alternano sistole e diastole, turbamento e tranquillità, gioia e angoscia, speranza e disperazione. Fuori dell’anima dell’uomo (posto che esista un fuori) l’alternarsi delle stagioni E. Montale, Variazione n.30, da Trentadue Variazioni (1972) . Ho visto qualche giorno fa Departures, un film del 2008 su un violoncellista che, dopo lo scioglimento dell’orchestra, inizia

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  • Sul ricordo

    Dimentichiamo l’infanzia e le poesie avevo scritto su un foglio prima che iniziasse il lockdown, prima che la vita si fermasse e tutto entrasse in una sospensione che tagliava i fili dell’esistenza senza che sapessimo se qualcuno li avrebbe mai riannodati. Dimentichiamo l’infanzia e le poesie, scrissi. Non ricordiamo ciò che coltiva l’illusione del superfluo,

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  • Prime pagine stampate da tre-quattro anni. Hanno un bell’aspetto. Forse è l’inizio di qualcosa, forse mi stuferò di tutto fra due giorni. In ogni caso, sono contento. E visto che stamattina mi sono ricordato che è da un po’ di tempo che non metto la firma su qualcosa, chiudo con data e firma. In calce

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  • Scrivo spesso di passanti. Probabilmente sono il simbolo dei nostri sogni in questa civiltà in declino. Ci penso a sera mentre mi riparo in una libreria di via De’Cerretani dopo una conferenza alle Oblate. Il relatore, mentre i residui dei discorsi su Montale svanivano e gli studenti dei licei giunti a cercare di comprendere le

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