Gustav Mahler
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La sera ascolto Keith Jarrett, leggo Rumiz. Parla di Trieste, delle vie che conducono a Vienna. Ripenso a quella Vienna conosciuta nel gennaio 2020, quando ancora progettavamo i viaggi per l’estate e rimanevo in coda per due ore per i posti in piedi alla Staatsoper, reggendo stoicamente all’assalto dei bagarini che proponevano karten a cento
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Le illusioni dell’Impero giacciono lungo il Ring. Qui i residui di grandezza di quella che fu la capitale della Mitteleuropa sembrano avvolti da un velo di nostalgia, da quella malinconia che pervade le opere di Zweig e di Werfel, di coloro che si trovarono improvvisamente gettati dalla tranquillizzante immobilità dell’Austria felix nella corsa precipitosa verso