Passanti
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Perché poi, sai, essenzialmente, penso che sia colpa della primavera, di questa primavera che mi fa pensare alle strade interrotte, a quello che avrebbe potuto essere e non è stato. Un po’ come un tempo, a scuola, quando studiavo la guerra di Spagna e immaginavo la vittoria dei repubblicani o pensavo a come sarebbe stata
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Credo che fosse la fine di marzo. La incontrai per caso, in una di quelle sere finite troppo presto in Santo Spirito in cui l’alcol rende più sinceri e la stanchezza permette di ignorare le conseguenze che la cessione di ogni frammento della nostra storia può comportare. Mi disse di amare Dalla – “Ma so
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Aprile 2018 Irene aveva occhi verdi, quella sera dopo l’ultima prova prima del concerto. Avevamo suonato l’Incompiuta di Schubert per l’ennesima volta, celebrando l’impossibilità di vivere sotto il peso della storia, e rimettendo a posto il flauto mi invitò a prendere qualcosa con lei. Veniva da un piccolo paese vicino ad Atene, ma quella notte in
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Scrivo spesso di passanti. Probabilmente sono il simbolo dei nostri sogni in questa civiltà in declino. Ci penso a sera mentre mi riparo in una libreria di via De’Cerretani dopo una conferenza alle Oblate. Il relatore, mentre i residui dei discorsi su Montale svanivano e gli studenti dei licei giunti a cercare di comprendere le