Poesia
-
Nell’odore d’inverno dei monasteriil venditore di sogni aveva trent’anni – di notte a S.Ambrogio dopo l’ultima birra Sartre cantava la libertà ai suoi occhiali sbiaditi e la vita era altrove come in un vecchio film e gli uomini comparse svogliate sedute sui gradini con un libro di poesie attendendo Borroughts di ritorno da Tangeri e
-
Indossando il suo cappotto grigio salutò cerimoniosamente – fuori, la pioggia usata di dicembre disegnava nei rivoli grigiastri del marciapiede il labile confine tra la felicità e un dolore da custodire nel gelo dell’inverno quando sul margine delle sue possibilità sprecate avrebbe sognato le vite smarrite nella sua esistenza di spettatore della lenta discesa delle
-
Lasciamo che Settembre muoia che il fumo entro cui svaniscono le tue poesie – raccontavi e distruggevi mille volti di uomini cancellati dal rumore delle navi in partenza nelle sere di gennaio al porto di Ogigia – si faccia nebbia sottile nel vento del mattino. Lo so, ti ho promesso molto. L’estate mi aveva avvolto
-
E se infine prenderemo il mare in un’altra estate – in questa sera di giugno carica del silenzio del nostro segreto ancora non riesco a lasciarti svanire ad abbandonare la malinconia dei tuoi occhi azzurri al nulla del sonno che tutto inghiotte – saremo ancora due bambini che hanno giocato all’amore e che si salutano
-
A Dimitris Christoulas, suicida in piazza Syntagma il 4 aprile 2012 A Beauty, respinta alla frontiera Potrà forse discutere con chi lo ha plasmato un vaso fra altri vasi di argilla? Dirà forse la creta al vasaio: “Che fai?” (Isaia 45,9) Quando tornò marzo le donne morirono sulle strade di Francia e Antigone lasciò Tebe
-
Ma, amici, arriviamo troppo tardi. È vero, gli Dei vivono ancora ma al di sopra delle nostre teste, in un altro mondo F.Hölderlin, Brot und Wein “Perché poeti in tempo di povertà?” si chiede Hölderlin nell’elegia Brod und Wein cercando di immaginare quale possa essere il fine della poesia in un tempo in cui l’armonia tra
-
Scrivo spesso di passanti. Probabilmente sono il simbolo dei nostri sogni in questa civiltà in declino. Ci penso a sera mentre mi riparo in una libreria di via De’Cerretani dopo una conferenza alle Oblate. Il relatore, mentre i residui dei discorsi su Montale svanivano e gli studenti dei licei giunti a cercare di comprendere le
-
Dell’ultimo inverno ricordo le gocce di sonno sugli occhi delle donne la voce dei vecchi attori nei teatri di provincia il silenzio dei poeti nelle torri d’avorio. All’ombra delle prime piogge Irene era diciassettenne mi scrutava nel segreto delle sere precoci di gennaio bionda passante sull’ultimo autobus – gli acrobati, allora stavano in equilibrio sul
-
A Chiara, per i suoi ventun anni Il venditore di vento aveva cinque anni gli occhi perduti in centinaia di storie raccontate alla tenerezza delle sue prime sere si addormentò sulla spiaggia delle sue poesie folli dedicate all’ultimo frammento delle notti d’infanzia quando ancora la realtà era un gioco da inventare ridendo nei pomeriggi d’ottobre.
-
Vieni beviamo questo inizio d’inverno che non ci appartiene che non ci è appartenuto mai – i sognatori d’estate muoiono nelle loro visioni oniriche d’agosto affogate dal the della sera e dalle voci di donna nelle notti di luglio – là abbiamo desiderato di annullarci in una luminescente storia narrata all’alba – il vecchio egiziano