primavera
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Perché poi, sai, essenzialmente, penso che sia colpa della primavera, di questa primavera che mi fa pensare alle strade interrotte, a quello che avrebbe potuto essere e non è stato. Un po’ come un tempo, a scuola, quando studiavo la guerra di Spagna e immaginavo la vittoria dei repubblicani o pensavo a come sarebbe stata…
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La campagna scivola dietro i vetri, giorno dopo giorno. La primavera colorata dalla fitta grandine che sa di autunno porta con sé nuove strade e mi porta a riflettere sui cambiamenti fatti, su quanto l’inverno mi abbia condotto lontano da casa più di quanto fosse mai avvenuto finora, su quanto i rapporti rilevanti siano mutati…
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Niente è meno conservatore del genere apocalittico. Ed essendo un genere apocalittico apocrifo, mascherato, cifrato, può imporre una deviazione per ingannare un’altra vigilanza, quella della censura. J. Derrida, Di un tono apocalittico adottato di recente in filosofia I tuoi occhi, i miei occhi, qui, nell’angolo della camera. Sul comodino, un libro che parla del compimento…