A mio padre, ringraziandolo per i sogni e per le utopie
Di nuovo, in un giorno d’estate
mi sveglierò piano ascoltando la tua voce
lasceremo in silenzio i mattini grigi
di nubi dall’anima stanca
di sogni delusi da un pomeriggio piovoso
e oltre i cancelli di un autunno infinito
giungeremo in silenzio alle soglie del mare.
Alle porte del mare c’è un bambino di vetro
e un guardiano inquieto, creatore di sogni
racconta storie di luoghi lontani
di illusioni perdute sulla strada di casa
il bambino lo ascolta e nelle sere di luglio
siede sulla riva e attende di partire.
Gli hanno detto
che questa notte d’inverno non finirà mai
che non vedrà mai le terre di cui parla suo padre
e che il vento cancellerà il suo sorriso inquieto
lasciando solo indifferenza
lasciando solo dolore
Ma il bambino alza le spalle
prende per mano il guardiano
e ascolta le sue storie, sera dopo sera
e sa che un giorno verrà la nave bianca
per riportare la luce, per condurli lontano
e il suo inquieto sperare non sarà vano.
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