E infine vennero le piogge di settembre
in un giorno di noia le trovai
ad attendermi pigre sulla porta di casa
mi avvolsero docili l’anima stanca
e io mi immersi nel loro scrosciare grigio
sui residui dell’estate
sulla malinconia delle strade
sul chiarore triste di luci lontane.
Alla fine del viaggio
trovai volti usati
ad attendermi quieti sul limitare della sera
e una stanza calda di sogni
per dimenticare l’inverno.
Alla fine del viaggio
avevo storie di mari notturni
di donne straniere
e un sorriso leggero nell’autunno incombente.
Alla fine del viaggio,
in un giorno di settembre inzuppato di tristezza
presi per mano la mia giovinezza
ritrovata per caso per le strade di Istanbul.
Lasciai le vite di ieri svanire in silenzio
e in un bar di periferia
ascoltai la pioggia.
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