Mio amore, mio amore

Mio amore, mio amore
in questa sera di fine estate
ho cercato i tuoi occhi all’orizzonte, giù al porto
interrogare il mare che si infrange sulla riva
che assalta l’orizzone
per sapere la mia sorte
di viandante perduto sulle strade d’Europa.

Mio amore, mio amore
qui nessuno conosce la via per Spalato
l’ho chiesta in mattini freddi su spiagge bianche di sale
l’ho inseguita in mille volti di donna
in cui ho cercato i tuoi occhi
– i tuoi occhi verdi di tramonti
verdi di venti che ti carezzavano il volto
quando sognavamo di partire
i tuoi occhi cui scrivo lettere tristi
che non arrivano mai –
l’ho chiamata nei canti dei profughi
venuti da Est, che andavano a Nord
ma nessuno me l’ha saputa indicare.

Mio amore, mio amore
verrà una sera in cui giungerò alla riva
calda di onde quiete sospinte dalla luna
e prenderò la via del mare con un anziano marinaio
con una donna di cristallo
in fuga da un silenzio abbandonato a Parigi.

Mio amore, mio amore
ci saluteremo ancora in un bar di Dubrovnik
ti darò le mie lettere, ti bacerò le labbra
e ti consegnerò il mio amore alla deriva.

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