Jeanne

Jeanne – occhi verdi – volto
di un venerdì notte al terzo piano
ad attendere l’alba ascoltando jazz
e poi svanita nel chiarore del mattino
Ti ho immaginata donna,
nel 1950, ad ascoltare Django Reinhardt
in una notte come tante, su a Parigi
Ti ho inventato un dolore
un padre morto in guerra
nel millenovecentotrentasette
fucilato dalle truppe franchiste
sulla strada d’Andalusia
Ti ho sognato un amore
pianista nei caffè di Marsiglia
contrabbandiere di sogni
che ti narrava alla sera
delle luci di navi lontane,
accese e spente al ritmo delle onde.

E una sera giù al porto
sotto fioche luci di mare
socchiuse nel vento
ho sognato di rivederti
silenziosa nella foschia
per raccontarti la tua storia
e conoscere la mia.