Sere d’estate

Sere d’estate.

Il fisarmonicista suona la sua nostalgia
di occhi azzurri di nomi lontani
perduti vicino a Varna alle porte del mare
dimenticati a Cadice da un destino distratto.
La strada buia riflette note, brandelli di canzoni
“Se tu m’amassi – dice – se tu m’amassi”

Il suono dei miei pensieri sulla ghiaia
il rumore del vento tra le palpebre della notte –
Svaporo nelle tenebre
nella calma cristallizzata di una morte dolce
di un paradiso immobile, desiderato

Vorrei perdermi in questa sera
nel suo fruscio di eternità
nelle sue voci così simili
alle voci di mille altre sere
di mille altre vite che ho dimenticato
e gettato via
in un mattino di settembre.

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