Tangerine ovvero come diventare adulti

Dicembre 2016

Una conversazione con un amico sull’hard rock mi ha riportato alla mente Tangerine dei Led Zeppelin, un’altra delle canzoni dei miei quattordici anni. A quei tempi, d’estate si andava a suonare in montagna e le notti passavano ascoltando dischi, bevendo e parlando in un modo che diventava sempre più profondo con il passare delle ore. Non si dormiva, in quei frammenti di luglio, e tutto questo portava poi a delle gradevoli sinusiti che duravano una decina di giorni dopo il ritorno dalla trasferta. Non si dormiva, in quei frammenti di luglio, ma si parlava molto, ci si imparava a conoscere, nella primavera delle nostre vite, in quella fase in cui non eravamo più bambini ma non avevamo ancora dovuto accettare le responsabilità degli adulti. E a volte nascevano amori, in quelle notti, a volte la vicinanza portava ad amicizie profonde che duravano lo spazio di una settimana, per poi spegnersi con il ritorno a casa. Ho imparato molto su me stesso e sugli altri, in quelle notti; ricordo che quella è stata la prima volta nella mia vita in cui ho percepito con orgoglio di essere diventato grande. Di essere trattato da chi mi circondava non più come un bambino – più o meno maturo, ma comunque da prendere con il giusto distacco, senza dargli troppo peso – ma come una persona che poteva avere idee interessanti, degne di nota o di discussione.

Quasi tutte le persone che conoscevo allora si sono disperse per le vie dell’Europa. Alcuni li incontro ancora e, quando ci riconosciamo, dopo tanti anni, nei nostri abbracci c’è ancora la percezione di aver condiviso qualcosa di importante, forse di centrale nelle nostre vite. Un rito di passaggio, il rito di tanti ragazzi che nelle notti dell’estate dei loro quattordici anni giocavano per la prima volta a fare gli adulti, cercavano per la prima volta di conoscersi, si sentivano per la prima volta qualcosa di diverso dai bambini che erano stati fino a poco tempo primo.

Di quei tempi, rimangono le canzoni, che ogni tanto tornano alla memoria. “Tangerine” è una di queste.

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