Relazione di degenza del dott.G.S.

Il testo/divertissement che segue è nato come esercitazione per il racconto di sé nel corso della preparazione dello spettacolo “Enif-Fine-Enif” della Compagnia Teatrale Universitaria “Binario di Scambio”, andato poi in scena a maggio 2017.

Il paziente, G.S., di anni 26, si presenta alla nostra attenzione per recidive di bovarismo, di cui riferisce episodi acuti nel corso della seconda decade in seguito alla lettura de “Le onde” della sig.ra Woolf e de “La Certosa di Parma” dello stimato Henry Beyle.

Il soggetto appare tranquillo, ma presenta una tendenza patologica a costruire castelli in aria e a immaginare gli imprevedibili risvolti che la sua vita potrebbe avere se prendesse il treno delle 21.05 per Roma.

L’anamnesi patologica remota è positiva per le comuni delusioni dell’adolescenza: una ragazza che gli piaceva e che non lo amava, i consueti sogni di gloria puntualmente terminati in un venerdì sera di maggio sui gradini del Duomo e pagine e pagine di infiniti racconti sull’abbandono e sulla solitudine lasciate a scolorire in un cassetto dopo aver scoperto di non avere talento letterario.

Riferisce di suonare il contrabbasso dall’età di anni dodici, fatto in ragione del quale viene richiesta una perizia psichiatrica urgente.

All’anamnesi farmacologica, viene riportato un abuso dei mezzi di edulcorazione della realtà: la poesia, la musica e le lunghe perifrasi piene di termini ampollosi con cui esprimere concetti brutalmente terreni.

Viene stabilito l’isolamento in casa fino alla risoluzione dei sintomi per il timore che possa contagiare gli altri pazienti. Si sceglie al contempo di non implementare una terapia farmacologica, ma di adottare una strategia di vigile attesa.

Firenze, il 10 marzo 2017,

Il medico responsabile

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