Ritorno a Itaca

E se infine prenderemo il mare in un’altra estate
– in questa sera di giugno carica del silenzio del nostro segreto
ancora non riesco a lasciarti svanire
ad abbandonare la malinconia dei tuoi occhi azzurri
al nulla del sonno che tutto inghiotte –
saremo ancora due bambini che hanno giocato all’amore
e che si salutano alle porte di Settembre
per tornare ai volti usurati dal tempo
da consuetudini che abbiamo scelto e in cui ci riconosciamo
e di cui in fondo sappiamo
la dura ineluttabilità.
Forse allora avremo compreso che non si deve bere l’acqua senza chiedere
se il momento è giusto, se ci è concesso
produrre una frattura nell’ordine dell’universo
lasciare che i desideri cambino le regole del gioco antico
e nella fragilità inquieta del primo calore di giugno
sottrarre a Dio un frammento di eternità.

E se infine prenderemo il mare
– perché talora si prende il mare –
lasceremo le nostre promesse addormentate
nell’alba appiccicosa dei bar del porto
e ci illuderemo forse di aver sognato
nell’infanzia tardiva delle nostre sere di maggio
– erano sogni di bambini, ci diremo
e i sogni di bambini svaniscono nel riflesso opaco degli specchi
che ci restituiscono un volto che non riconosciamo
nei giorni polverosi della prima adolescenza.
Porteremo con noi le domande sospese dei nostri incontri
le esistenze che non siamo riusciti a raccontarci
e un frammento di notte nelle vie del centro
in cui infine accettammo
l’inevitabile silenzio dei sentimenti.

E forse in un altro inverno
quando di nuovo avvertirò il dolore dei giorni esclusi
dalla fissità sterile della mia maturità
un’altra voce di donna mi sorprenderà
a pensare ai tuoi occhi azzurri di bambina
in cui credevo di leggere la vita
ai tuoi silenzi che sembravano dirmi
la profondità di dolori che non avrei mai saputo
il calore del tuo corpo che non avrei mai conosciuto.
Ma sarà solo un momento, un’interferenza dell’anima
– tra canti da osteria l’esistenza scorrerà ancora
e gli uomini mi lasceranno sorridere
delle mie lettere d’amore, della mia giovinezza
e della nebbia del tempo che scolora il rimpianto.


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