E oggi, che era un giorno come tanti
hai preso le mie mani e le hai messe sui tuoi fianchi
G. Testa, Il valzer di un giorno
Prologo
Sai, ti penso, ascoltando Gianmaria Testa, mentre la primavera si affaccia dagli alberi sulla strada, sulle vie che portano su e giù dalle colline del Chianti. Penso che in fondo incontrarsi, camminare insieme, sia un esercizio di pittura, colorare dentro i bordi, o forse anche fuori, se non sei troppo preciso. Del resto, è quello che fa la primavera, colora l’inverno.
Neve
“Anche la neve morirà domani” canta De André e tu un giorno che è già ieri mi hai raccontato della tua infanzia a scendere con lo slittino lungo la collina. Ora da anni non nevica più.
Colori
La primavera colora l’inverno e le sagome spettrali degli alberi hanno improvvisamente la dolcezza di un giorno di marzo, sotto il sole di nuovo caldo, sopra le margherite e i fiori appena nati e di nuovo sembra possibile sentirsi rinascere sotto il sottile soffio del vento. Ma come si colora una vita, vorrei chiederti, perché lo sai, l’hai saputo fare, colorando dentro i bordi o forse fuori – non so se la precisione ci appartenga fino in fondo.
Di certo ci appartiene l’amore, la vasta parola che forse non vuol dire nulla se non voci e sguardi, ricordi fissati nell’angolo delle cose care, la certezza della felicità. Di certo ci appartiene la confidenza silenziosa dei giorni di pioggia, quando stringersi in silenzio ci fa sentire due nella solitudine dell’esistenza, di certo ci appartengono le risate delle sere che non smarriremo mai. Come si colora una vita, vorrei chiederti, perché hai dato colore ad ogni cosa – ero fermo nel grigiore di una stazione autunnale e passavano gli anni e tutto era uguale e poi improvvisamente dentro sentivo tutto diverso e mi dicevo forse è questo ciò che chiamano felicità, non sapevo che fosse così, non l’avevo mai provato.
Emozioni
Che poi, in fondo, io non lo so davvero cosa sia la felicità e forse è per questo che per semplicità quando me ne parlano penso a come mi sento quando sono con te, quando sento i colori che pervadono il mondo, quando il cuore batte e dico che in fondo è bello essere vivo per incontrarti, vivo per sentirti raccontare, vivo per abbracciarti. Magari poi, chissà, la felicità è altro, non è colorare l’esistenza cercando di rimanere dentro i bordi, e tutti quelli che ne parlano si sentono del tutto diversi da me quando si dicono felici. Alla fine, è chiaro, nessuno viene dentro di noi a dirci se diamo il nome giusto alle emozioni, ma la questione è che mi hanno detto che quando si è felici si sta bene e oggi pomeriggio sento che sto bene perché vivo in un mondo in cui ci sei, in questa primavera che colora gli alberi come tu colori l’esistenza, mentre Gianmaria Testa canta nelle pieghe delle curve che scendono dalla collina, qui nel Chianti, in un sabato come tanti.
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