La fine del gioco

Settembre
e non giochiamo più
con la vita il volto i giorni
con il racconto dei tempi andati e futuri
e il rumore della pioggia in paese scivola sulle strade come nei giorni di scuola
ma allora
iniziare era scoprire, trovare Kant tra le pagine non usate
o un Montale da amare in un giorno d’inverno.

Ora
rimane la malinconia
per le pagine non lette per le vite non vissute
e sarei entrato in classe parlando di Rimbaud
in un’aula di scuola o di tribunale
io è un altro e sono gli altri l’inferno
e l’inferno è il perdere ogni giorno qualcosa
ogni giorno smarrire
l’essere diversi da ciò che si è
la strada non percorsa che svanisce nel buio
per poi chiedersi
ha senso
lavorare dormire sognare bagnarsi
sotto la pioggia di settembre
nel freddo che parla soltanto d’inverno
ha senso
questa sera
il tepore di una camera
la consistenza di un libro che non riesco a finire?

Forse
hai senso tu, questo nostro trovarci sul ciglio del mondo
in questa notte sfinita in cui le parole
non trovano strade tra le labbra del sonno
hai senso tu, questo nostro viaggiare
questo giocare alla vita che ancora possiamo
che ancora inseguiamo nelle pieghe del giorno
abbiamo senso noi, qui
in questa infinita penombra del cielo
in questo tepore che non è d’altri
non dei notiziari economici del mattino
né dei tassi di interesse che salgono e scendono
né delle rate dei mutui e del contratto nazionale
né del governo francese sostenuto dalla destra.

Qui
abbiamo solo
qualche ricordo qualche sogno qualche sguardo
qualche viaggio in Giappone quando verrà primavera
qualche filo di Arianna per non smarrire la strada
che conduce nella stanza al limitare del giorno
dove essere felici è raccontarsi il tempo
e un mattino scosceso nel silenzio di Civita
seduti su una panchina a vegliare l’estate.

Ora è settembre
la prima pioggia scivola sulle letture di ieri
sui pensieri che si perdono oltre le case del centro
sull’odore dei cornetti caldi al mattino in via Roma
sulla ripetizione dei volti e dei giorni
sui programmi per l’inverno da costruire di nuovo
Ora è settembre e si torna a casa
e costretto da Ermes dall’isola di Calipso
di nuovo verso Itaca
fa rotta
Odisseo.


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