Il samovar della tristezza

Qualche giorno fa ascoltavo una canzone di Guccini sui fatti di Genova del 2001, Piazza Alimonda. Mi è venuto in mente che anni fa, in uno di quegli incontri di cui è costellata la mia vita, dove per una sera o per pochi giorni ci si sente molto vicini per poi perdersi per sempre lungo rotte destinate a non incrociarsi mai più, conobbi un’appassionata di musica che aveva una buona conoscenza dei canti di lotta e delle resistenze passate e presenti. Mi disse che forse Guccini avrebbe potuto impegnarsi di più e che Piazza Alimonda era un testo un po’ troppo neutro, un po’ troppo descrittivo, un po’ poco poetico. Mi suggerì un’altra canzone sui fatti di Genova, Dall’ultima galleria, di Alessio Lega, un cantante che conosceva e di cui andava a sentire i concerti – sempre in prima fila, mi disse – e mi mandò il testo e la musica. Ricordo che mi colpirono molto le parole di quella canzone, in particolare alcuni versi:

Io quando tornerò a Genova dal baracchino del caffè di rito
l’antico samovar della tristezza, che sta bollendomi dentro al fiato
questo dolore che mi ha tradito l’enorme sagoma del lutto
il mio tormento che ho malcelato e queste lacrime che tengo stretto…

Glielo scrissi, poi parlammo un po’ e non ci sentimmo più, ma ricordai sempre con piacere quei giorni di interazione, quell’incontro casuale che mi aveva lasciato qualcosa, una canzone, qualche verso, un po’ di bellezza e un po’ di tristezza nelle parole di altri.

Alcuni giorni fa cercavo il testo di Eroina di Mannerini, uno di quegli autori irregolari che mi affascinano, un poeta di cui si trova poco che non sia filtrato dalla sua collaborazione con De André. Ho scoperto, in tal modo, che la persona che avevo conosciuto allora era morta da qualche anno, suicidio, dicevano e di nuovo ho pensato a quella breve interazione, al ricordo negli anni, al samovar della tristezza.

Oggi che si parla di liberazione e resistenza mi è tornata in mente questa piccola storia e ho rimesso su quella canzone, pensando a come i brevi incontri a volte lascino tracce nella memoria e a come quelle tracce talora riemergano a distanza di anni grazie a una serata di aprile in automobile ad ascoltare dopo molto tempo una canzone di Guccini che parla di Genova.

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