La risacca dei giorni

Una volta ti piaceva la parola frammenti
rimasugli pezzi
ti sembrava adatta per raccontare
i giorni spezzati dall’assenza di senso
Fuori piove
un tempo hai camminato sulla Quinta fino alla Trump Tower
e hai osservato un figurante imitare il Presidente
e nella notte che scendeva invitare a entrare, prego, accomodatevi

Le storie d’amore non hanno mai lieto fine
si disperdono nella quieta irrequietezza dei giorni
e gli sguardi sono più tenui ma non assenti
e il calore si disperde ma non scompare
Novembre nega che possa esserci stata un’estate
nega la possibilità della felicità passata
del tempo trascorso a rincorrere un libro
un entusiasmo
sulle rive di un mare conosciuto

Di sera, a teatro,
prima dello spettacolo alzarono le lampade e le fecero rientrare nel soffitto
misero all’asta un quadro
riprodussero per la millesima volta la stessa scena
E tu guardavi, perché non avevi mai visto
e le cose vecchie ti parvero nuove
non le avevi mai comprese forse
o forse era scomparso in te l’uomo che le comprendeva
lasciando spazio a uno sconosciuto curioso

Le storie d’amore non hanno mai lieto fine
tra l’odore di marijuana in Washington Square le case rosse del Village
potremo mai essere di nuovo felici?
Il giorno della partenza scrutammo le villette del Queens
e le trovammo fragili con le loro pareti in legno
e bastava il vento per abbatterle
come le storie d’amore senza lieto fine
come le vie degli scoiattoli in fuga per Central Park
come il tempo della stanchezza in cui tutto diviene nuovo
e ogni frammento è diverso
e le angosce del tuo vuoto
hanno un volto sconosciuto.


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