Poesie
-
Dove sei stata?Sai, non credevo di trovarti quimentre dimenticavo l’infanzia come si scordano le poesienella rassegnazione di questa sera alla fine del mareguardando l’estate dormire nel primo vento di giugno.Sai, rinascere è stato facile– Zarathustra in piazza diceva che avevamo vissuto troppe voltetroppe volte ci eravamo lasciati morirenel silenzio della prima luna di lugliofuori dalla
-
Alla compagna di viaggio Lessico minimo di una sera d’inverno.I Genesis alla radio, i libri per terrae l’assenza di te nelle intercapedini del sonnocoperta di ricordi contro l’oblio che incombe.Ti ho immaginatoviaggiatrice di commercio nel tuo andare e tornaree ti attendevo e ti attendo sulle rivedella nostra storia di letti disfattidi solitudini comunicantinelle sere d’estate
-
Nell’odore d’inverno dei monasteriil venditore di sogni aveva trent’anni – di notte a S.Ambrogio dopo l’ultima birra Sartre cantava la libertà ai suoi occhiali sbiaditi e la vita era altrove come in un vecchio film e gli uomini comparse svogliate sedute sui gradini con un libro di poesie attendendo Borroughts di ritorno da Tangeri e
-
Infine tornò la nebbia. Ti cercavo nelle stanze degli hotel ai confini del mondo tra il vento malinconico dell’ultimo autunno e l’aria nuova della primavera ancora colma di sogni da perdere. Un tempo, nelle vie di Milano Dicembre ci aveva atteso in piedi con il tuo cappotto grigio– gli uomini con la sciarpa scivolavano quieti
-
Indossando il suo cappotto grigio salutò cerimoniosamente – fuori, la pioggia usata di dicembre disegnava nei rivoli grigiastri del marciapiede il labile confine tra la felicità e un dolore da custodire nel gelo dell’inverno quando sul margine delle sue possibilità sprecate avrebbe sognato le vite smarrite nella sua esistenza di spettatore della lenta discesa delle
-
Rimaniamo qui sul ponte della nave, sotto il vento della sera di questa estate senescente in cui i nostri desideri sembrano emergere dall’indistinta caligine dei sogni. Rimaniamo qui. Un altro respiro e poi il tempo svanirà nella notte rimarrà immobile ad ascoltare le storie inquiete dei tuoi capelli scuri ad avvolgerci nel vestito di silenzio
-
Lasciamo che Settembre muoia che il fumo entro cui svaniscono le tue poesie – raccontavi e distruggevi mille volti di uomini cancellati dal rumore delle navi in partenza nelle sere di gennaio al porto di Ogigia – si faccia nebbia sottile nel vento del mattino. Lo so, ti ho promesso molto. L’estate mi aveva avvolto
-
E se infine prenderemo il mare in un’altra estate – in questa sera di giugno carica del silenzio del nostro segreto ancora non riesco a lasciarti svanire ad abbandonare la malinconia dei tuoi occhi azzurri al nulla del sonno che tutto inghiotte – saremo ancora due bambini che hanno giocato all’amore e che si salutano
-
Do I dare disturb the universe? (T.S.Eliot, The Love Song of J.Alfred Prufrock) Sulle sponde della giovinezza venne Aprile i treni partivano all’alba dalla stazione di periferia e tu ti alzavi tardi, aprivi la finestra e lasciavi che il profumo dimenticato dei sogni svanisse nel primo calore del mattino come l’illusione dell’amore nelle conversazioni della
-
A Dimitris Christoulas, suicida in piazza Syntagma il 4 aprile 2012 A Beauty, respinta alla frontiera Potrà forse discutere con chi lo ha plasmato un vaso fra altri vasi di argilla? Dirà forse la creta al vasaio: “Che fai?” (Isaia 45,9) Quando tornò marzo le donne morirono sulle strade di Francia e Antigone lasciò Tebe