Scritti e racconti

  • “Non parli mai di Firenze” mi ha detto una persona qualche tempo fa. “Scrivi di Parigi, di Atene, di luoghi che hai visto in un’infanzia lontana, quando tuo padre ti portava alla stazione a veder partire i treni, o che hai solo immaginato in una notte troppo breve per i tuoi sogni di fuga. Mai…

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  • Ma, amici, arriviamo troppo tardi. È vero, gli Dei vivono ancora ma al di sopra delle nostre teste, in un altro mondo F.Hölderlin, Brot und Wein “Perché poeti in tempo di povertà?” si chiede Hölderlin nell’elegia Brod und Wein cercando di immaginare quale possa essere il fine della poesia in un tempo in cui l’armonia tra…

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  • Scrivo spesso di passanti. Probabilmente sono il simbolo dei nostri sogni in questa civiltà in declino. Ci penso a sera mentre mi riparo in una libreria di via De’Cerretani dopo una conferenza alle Oblate. Il relatore, mentre i residui dei discorsi su Montale svanivano e gli studenti dei licei giunti a cercare di comprendere le…

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  • Samb e Diop li hanno ammazzati dietro casa mia. Due colpi di pistola in una mattina d’inverno – ricordo quel giorno, tornai a casa per i preparativi del compleanno di mia sorella e mia madre mi disse che era successo qualcosa, avevano sparato in Piazza Dalmazia – “State tutti bene?” – “Chiama il babbo” –…

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  • Dei miei otto anni ricordo poche cose. Il gol di Batistuta a Wembley sentito alla radio, con il Guetta che gridò per dieci minuti buoni. Un rigore sbagliato da Chiesa in non ricordo quale partita, che gli valse un disegno irridente attaccato sulla porta della classe e subito fatto rimuovere dalla maestra. La bomba carta…

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  • Le nevicate a Firenze hanno di solito il sapore dell’evento epocale. La città si ferma, attende, si compiace della sua bellezza silenziosa nelle mattine di Febbraio in cui tutto rimane immobile. Le nevicate, del resto, sono così rare qui che ognuno le associa a qualche ricordo, le rende momenti da conservare nella memoria quasi marcassero…

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  • Questi ultimi anni dell’era postmoderna mi sono sembrati un po’ come quando sei alle superiori e i tuoi genitori partono e tu organizzi una festa. Chiami tutti i tuoi amici e metti su questo selvaggio, disgustoso, favoloso party, e per un po’ va benissimo, è sfrenato e liberatorio, l’autorità parentale se ne è andata, è…

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  • Le notti di Firenze

    Le notti permettono ancora di amare Firenze. Priva del caos che ne popola le giornate di città troppo piccola per i suoi sogni di grandezza, essa si lascia attraversare da chi voglia semplicemente andare, affidarsi alle sensazioni confuse della sera abbandonando la razionalità sterile del giorno. Ho conosciuto molte notti in questi mesi, notti da…

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  • Ti ho visto, Walt Whitman, senza figli, vecchio mangione solitario, a frugare fra le carni nel frigorifero e occhieggiare i garzoni del droghiere./Ti ho udito fare domande a ciascuno: Chi ha ucciso le cotolette di porco? Quanto costano le banane? Sei tu il mio Angelo? (A.Ginsberg, “Un supermarket in California”) A diciannove anni, la libertà…

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  • I brandelli d’inverno mi riportano al passato. Metto su Charlie Parker e guardo le vecchie foto. Avevo quindici anni – cazzo, quindici anni – le promesse delle estati in cui non c’era niente da fare e ci si perdeva tra Dostoevskij e gli occhi di donne troppo spesso sognate, quindici anni ad attendere la notte…

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