Il porto di Santos

Dedicata alle notti di Montepulciano, luglio 2016

Se mai tornerò al porto di Santos
in una sera di fine settembre, come questa
mentre le piogge d’autunno bussano alla porta e le vele della nave piangono la morte dell’estate
o in un mattino di gennaio colmo di silenzio
di storie, di canzoni
e di donne intraviste appena dietro la nebbia dell’inverno
vorrei ritrovarti là
con i tuoi occhi scuri che incontrarono i miei in un pomeriggio di luglio

– sapevi già le risposte alle tue domande di bambina
su quella salita che conduceva al molo –

Abbiamo ballato insieme nella notte
tu, il tuo corpo esile, i tuoi seni piccoli
contro il mio petto.

Non tornerò mai al porto di Santos
ai suoi marinai ubriachi nei caffè
alle sue prostitute che cantavano fado
nei pomeriggi d’inverno.

Eppure, nelle notti di stelle lontane
con nuovi dolori da cullare
al suono di città sconosciute
di nuovo ricorderò il tuo volto
così bello nella sera di Santos

E ancora
forse
sarò felice.


Una replica a “Il porto di Santos”

  1. […] Questo scritto spiega la genesi della poesia “Il porto di Santos”, che potete leggere qui […]

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