Vi è oggi un grande interrogarsi sulla natura profonda dell’amore e delle relazioni e su come possano strutturarsi; questo, tuttavia, lascia da parte un tema estremamente rilevante, ossia la polilettura.
Partiamo da una prospettiva storica. La società ci ha insegnato, attraverso la scuola, ad avere un sistema di monolettura: devi leggere un solo libro per volta, a cui devi votarti con fedeltà fino a che non l’hai finito o fino a che non decidi di gettarlo in mare perché troppo noioso. Tuttavia, a ben vedere, il sistema monolibroso non prevede una vera fedeltà a un libro: infatti, dopo un libro, ne leggi un altro e magari il libro precedente non lo ricordi più. Pensate a quanti libri avete letto nella vostra vita e quanti ne ricordate: io, dopo quasi vent’anni, ricordo ancora Il rosso e il nero e Lo straniero, ma sono abbastanza certo di aver letto il Diario di un killer sentimentale di Sepúlveda e, se dovessi dire di sapere di cosa tratta, mentirei o mi limiterei a fare presente che è possibile che il protagonista sia un sicario che parla in prima persona. Mi consolo, rispetto a questa necessaria sparizione dalla memoria dei libri, dicendomi che la plasticità cerebrale fa sì che qualcosa di ogni testo letto sia rimasto nell’architettura del mio cervello e che quindi il tempo trascorso a leggerlo non sia passato inutilmente.
Ma dicevamo, la fedeltà a un libro è inutile. Ogni libro ne esclude altri e in fondo porsi come obiettivo la lettura di un singolo libro per volta è un limite al desiderio, un convogliare il desiderio di lettura, per sua natura incontenibile ed esondante, in una singola attività. Bisognerebbe pensare ad ogni libro come a una relazione amicale, che ci arricchisce, ma che non è sufficiente da sola: deve essere dunque affiancata da altri rapporti, da altri momenti di condivisione, da altri spunti.
Chiaramente, un sistema polilibroso regge se si definiscono dei limiti. In primo luogo: bisogna adottare le giuste precauzioni. Dotarsi di segnalibro è infatti necessario onde evitare la peggiore patologia provocata dalle relazioni letterarie saltuarie, ossia la possibilità di perdere il segno. In secondo luogo, bisogna essere chiari sui limiti del rapporto: se un libro è lungo e noioso, richiederà molto tempo per essere finito, se invece è breve e facilmente leggibile, potrà godere di una corsia preferenziale onde darci, una volta tanto, l’agognato traguardo del testo terminato di leggere.
Inoltre: dotatevi di sistemi organizzativi delle librerie casalinghe. Ne propongo uno, basato sugli studi di due autori inglesi trovati sepolti sotto le note a pié di pagina dell’opera omnia di Foster Wallace nel 2009. Mettete in alto i libri che avete già letto. Sono i vostri trofei, il vostro modo di annunciare al mondo che ce l’avete fatta. Guardateli spesso, contateli e segnatene il numero in modo da poterlo ripetere agli amici per darvi un tono e sembrare intellettuali anche se di fatto si tratta di testi di quattro pagine scritti da esistenzialisti polacchi in crisi creativa. Più in basso mettete i libri da leggere, sotto ancora quelli che state, lentamente e faticosamente, leggendo. Scegliete sempre, tra i libri in corso di lettura, un volume molto grande di un autore abbastanza noto al pubblico come creatore di testi difficili. I vostri amici vi ammireranno quando spiegherete loro quanto sia difficile procedere nella vita tenendo un momento nella settimana per leggere L’essere e il nulla di Sartre, ma anche quanto sia appagante applicare i principi filosofici sartriani alla quotidianità. Chiaramente, ogni sei mesi cambiate il volume significativo, perché altrimenti i vostri amici potrebbero rendersi conto che non lo state leggendo davvero. Mettete accanto al volume significativo tanti piccoli libri che state invece leggendo sul serio, variando tra romanzi e saggi così da essere sicuri di coprire, nella vostra voracità letteraria, sia l’esemplificazione attraverso la narrazione che l’elaborazione teorica. Procuratevi, comunque, librerie capienti e un lavoro che vi consenta di dedicare un budget significativo all’acquisto di libri. In alternativa, potete recarvi presso la biblioteca comunale più vicina dotati di una sporta e riempirla ogni settimana di nuovi libri.
Infine, è centrale la dimensione comunicativa con l’eventuale partner sentimentale. Spiegate la vostra scelta di vita, la vostra incapacità di cambiare, la dura lotta che avete condotto con voi stessi per accettare di amare più libri allo stesso tempo. Il vostro comodino sarà sempre pieno di libri, così come la vostra casa, perché questo è un lato ineliminabile di voi. Chiaramente, trovare un partner polilibroso avrà non pochi vantaggi per sentirsi accettati.
Ora vi lascio, perché mi sono ricordato che ho iniziato due libri, li ho lasciati aperti in cucina e devo andare a metterci il segnalibro.
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