Scritti e racconti

  • A Peppe, con affetto Il padre del contrabbassista non ha sempre saputo di essere il padre del contrabbassista. Fino a un certo punto, ha pensato che il figlio fosse un bambino come gli altri, di quelli che sognano di fare il calciatore, poi si rendono conto che non riescono a prendere la palla neanche con

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  • Via della Croce

    La felicità, di questi tempi, è nell’abitacolo della macchina, quando fuori piove. La radio suona De Andrè e La buona novella sembra qualcosa in cui poter credere – o perlomeno credo al calore che dà, a quel senso di lontananza dalla morte, alla percezione della presenza del futuro. Fuori piove, in questo giorno di allerta

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  • Sull’infuturazione

    È da un po’ che i miei progetti puzzano di stantio. È da un po’ che i sogni che avevo hanno perso ogni entusiasmo e che il futuro sognato è diventato una memoria. Ora non so di preciso cosa attendermi, come sottrarmi al trascinarsi del tempo. È una stanchezza strana che mi accompagna in questa

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  • Cronorifugio

    Non deve essere facile tradurre il bulgaro, penso in questa mattina stanca di metà inverno. F. è fuori casa, è andata a consegnare l’ultimo gatto della cucciolata e così finisce una piccola parte della nostra vita, quella passata a far nascere e crescere felini di cui condividere le foto con gli amici e da tenere

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  • Abitare relazioni

    Abitare le relazioni è come abitare le case. Mi viene in mente in questa notte di Natale, mentre dormo in un letto a casa dei miei genitori che non è più quello della mia camera, in una stanza diversa. Di stanze che non erano mie e che lo sono diventate, nel tempo, ce ne sono

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  • La prima volta che ho pensato alla morte dovevo avere undici, dodici anni. Era l’età in cui ci si rende conto che l’infanzia sta finendo e che l’adolescenza alle porte porterà all’età adulta, quindi alla vecchiaia, infine alla fine di tutto. La consapevolezza, allora, mi diede angoscia, un’angoscia che punteggiò tutta un’estate. Tempo dopo ne

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  • Comunioni di atomi

    Firenze, ottobre 2024 L’autunno viene con la voce di Gianmaria Testa, con il solito disco di Manu Chao, con la campagna che lentamente cambia colore e si riempie di foglie. L’autunno viene con la malinconia, la rassegnazione per la fine di molti progetti estivi, la consapevolezza che la vita è questo – un rimanere in

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  • I La notizia arrivò al Ministero intorno all’ora di pranzo. Inizialmente si trattava di poche frasi sussurrate tra una conversazione e l’altra alla macchinetta del caffè, quindi giunse qualche conferma attraverso una radio libera gestita da un centro di controinformazione che aveva sede in una sorta di comune hippy poco lontano dal Ministero. Anatolij fu

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  • Il sole che tramontava sul mare ricordò che l’estate era ormai alla fine. È come in un libro di Izzo, pensai, qui sulle rive del Mediterraneo prima di perdersi per sempre. Ma io non ero Fabio Montale, né lei una di quelle donne sfiorate appena nei bar del porto di cui parla lo scrittore marsigliese.

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  • Tre storie

    “In fondo, pensavo che ogni volta che una persona racconta ci sono tre storie” mi disse in un pomeriggio caldo di mezza estate – la sera incombeva sui gradini della chiesa ed eravamo rimasti lì a parlare, incuranti del passaggio distratto dei turisti intenti a fotografare tutto ciò che ci circondava. “Tre storie?” chiesi. “Tre

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