Scritti e racconti

  • A F., con gratitudine Le storie d’amore tra i violoncellisti e i contrabbassisti, insegnano gli etologi, nascono per prossimità. Il contrabbassista è solitamente un animale pigro, dal momento che utilizza le proprie energie per il trasporto dello strumento e trascorre il resto del tempo in quello stato mentale a metà tra l’onirico e l’allucinato proprio…

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  • Ogni rivoluzione inizia con un “Preferirei di no”, penso in questa mattina che sembra estate, ogni rivoluzione parte da Bartleby e torna a Bartleby, a una rinuncia consapevole a quello che si ha, a una rottura dei legami dati dal lavoro, dagli affetti, dalle routine per un salto nel vuoto forse fatale. Dicono che il…

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  • Passando tra gli scaffali dei luoghi che abito o ho abitato, incontro i libri che vi ho lasciato, gli spazi vuoti di quelli prestati e mai restituiti, i sensi di colpa per quelli che avrei dovuto leggere e non ho mai letto, il rimpianto per non ricordare il contenuto di qualche volume che, quando l’avevo…

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  • Qualche giorno fa ascoltavo una canzone di Guccini sui fatti di Genova del 2001, Piazza Alimonda. Mi è venuto in mente che anni fa, in uno di quegli incontri di cui è costellata la mia vita, dove per una sera o per pochi giorni ci si sente molto vicini per poi perdersi per sempre lungo rotte…

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  • A Peppe, con affetto Il padre del contrabbassista non ha sempre saputo di essere il padre del contrabbassista. Fino a un certo punto, ha pensato che il figlio fosse un bambino come gli altri, di quelli che sognano di fare il calciatore, poi si rendono conto che non riescono a prendere la palla neanche con…

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  • Via della Croce

    La felicità, di questi tempi, è nell’abitacolo della macchina, quando fuori piove. La radio suona De Andrè e La buona novella sembra qualcosa in cui poter credere – o perlomeno credo al calore che dà, a quel senso di lontananza dalla morte, alla percezione della presenza del futuro. Fuori piove, in questo giorno di allerta…

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  • Sull’infuturazione

    È da un po’ che i miei progetti puzzano di stantio. È da un po’ che i sogni che avevo hanno perso ogni entusiasmo e che il futuro sognato è diventato una memoria. Ora non so di preciso cosa attendermi, come sottrarmi al trascinarsi del tempo. È una stanchezza strana che mi accompagna in questa…

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  • Cronorifugio

    Non deve essere facile tradurre il bulgaro, penso in questa mattina stanca di metà inverno. F. è fuori casa, è andata a consegnare l’ultimo gatto della cucciolata e così finisce una piccola parte della nostra vita, quella passata a far nascere e crescere felini di cui condividere le foto con gli amici e da tenere…

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  • Abitare relazioni

    Abitare le relazioni è come abitare le case. Mi viene in mente in questa notte di Natale, mentre dormo in un letto a casa dei miei genitori che non è più quello della mia camera, in una stanza diversa. Di stanze che non erano mie e che lo sono diventate, nel tempo, ce ne sono…

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  • La prima volta che ho pensato alla morte dovevo avere undici, dodici anni. Era l’età in cui ci si rende conto che l’infanzia sta finendo e che l’adolescenza alle porte porterà all’età adulta, quindi alla vecchiaia, infine alla fine di tutto. La consapevolezza, allora, mi diede angoscia, un’angoscia che punteggiò tutta un’estate. Tempo dopo ne…

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