Scritti e racconti

  • I Qualcuno doveva avermi calunniato, perché a inizio primavera, in un anno come tanti, senza particolari avvisaglie date dal fisico, dal clima, dal contesto socioeconomico e politico, si presentò alla porta la morte. Aspetto sui trent’anni, aria tendenzialmente annoiata, una giacca troppo grande, mi chiese di entrare e, aprendo una borsa voluminosa mi disse, sciorinando…

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  • Il silenzio grande parla di case e di lutti. Parla di come i luoghi si impregnino della presenza delle persone fino a diventare inscindibili dal ricordo, portando con sé storie che quasi sembra di poter smarrire lontano da quelle mura. E dunque lasciare una casa vuol dire anche in qualche modo separarsi dalle persone che…

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  • Ho uno splendido ricordo dei miei anni di specializzazione, terminati da poco. Nelle stanze della clinica ci si passavano i libri di fenomenologia, gli articoli di Parnas e gli scritti di Koukopoulos, ci si consigliavano a vicenda i testi sacri del post-razionalismo e della psicoanalisi, riconoscendo affinità con alcune posizioni e maggiori difficoltà con altre.…

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  • “Ti ricordi via Macrobio?/Qualche volta eri felice”. Nel sottofondo della sera pasquale Piero Ciampi canta gli addii non più evitabili, quelli in cui ci si illude di potersi aggrappare ai pochi ricordi che salvano, ignorando la marea che conduce a largo. Tra le dita ho una rosa dei venti, un giusto simbolo di questo anno…

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  • Perché poi, sai, essenzialmente, penso che sia colpa della primavera, di questa primavera che mi fa pensare alle strade interrotte, a quello che avrebbe potuto essere e non è stato. Un po’ come un tempo, a scuola, quando studiavo la guerra di Spagna e immaginavo la vittoria dei repubblicani o pensavo a come sarebbe stata…

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  • E oggi, che era un giorno come tantihai preso le mie mani e le hai messe sui tuoi fianchi G. Testa, Il valzer di un giorno Prologo Sai, ti penso, ascoltando Gianmaria Testa, mentre la primavera si affaccia dagli alberi sulla strada, sulle vie che portano su e giù dalle colline del Chianti. Penso che in…

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  • Sogno d’autunno

    “Le ho detto che era un bel nomeE lo sai cosa mi ha detto?Mi ha detto che tutti i nomi belli sono tristi” J.Fosse, Sogno d’autunno Settembre e le prime avvisaglie dell’autunno riportano a Jon Fosse, all’essenzialità di poche parole che punteggiano lo scorrere del tempo nello spazio onirico del cimitero di Sogno d’autunno, tratteggiando…

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  • Di fronte al mare, la felicità è un’idea semplice, scrive Izzo in Chourmo. Il pomeriggio adriatico sembra dare forma a quella frase alimentandosi di ricordi e di stati d’animo. È stato, tra gli altri, Siegel, se non ricordo male, a osservare che l’identità come risultato di una somma successiva (e costruttiva) di esperienze non sia…

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  • Una volta, facendo un vaccino, il medico mi disse che, a suo avviso, la vita procedeva per progressive potature, per progressivi passaggi della potenza all’atto che facevano sì che le scelte possibili fossero sempre meno e il percorso esistenziale fosse sempre più determinato, sempre meno libero. Allora mi parve una visione forse angosciante, ma plausibile,…

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  • Non so quando è stato che ho smesso di leggere romanzi. Forse il punto di passaggio è stato l’inizio della specializzazione, la necessità di formarsi, studiare, leggere per dare ordine a una costellazione di volti, voci e situazioni che conoscevo poco e in cui faticavo a orientarmi. Forse è stato il bisogno, poi, di inquadrare…

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