Appunti di viaggio – Impressioni di Provenza

Aix-en-Provence, 13 e 14 luglio 2026

Aix-En-Provence

L’impatto con la Provenza è da locale. Prima di salire sull’autobus che mi porterà verso l’albergo, l’autista mi spiega in dettaglio la sua irritazione nei confronti della compagnia di trasporti, dal momento che le vetture elettriche messe a disposizione si ricaricano male, soprattutto se ci sono persone a bordo e squilibrano il mezzo. Mi limito ad annuire e a mostrarmi interessato al tema, dato che si accalora in modo sincero mentre me ne parla.

Più tardi, al supermercato, un inserviente fa notare a un americano che non si può camminare scalzi nel negozio per ragioni di igiene e, dopo la risposta poco comprensiva di questi, si rivolge a me in francese per comunicare che le regole sono regole ma sa, lui vuole fare quello che vuole, è così. Ridacchia e mi coinvolge nella sua ironia, cosa che sembra non andare a genio all’americano di cui sopra, che commenta in inglese che non è il caso di fare dello spirito, dato che lui cammina scalzo perché ha una lieve irritazione sul dorso del piede (e la indica).

Devo avere, concludo, una faccia da uno del posto, sarà la barba di sette giorni, sarà il fatto che ho una buona comprensione del francese e riesco a parlarlo abbastanza bene. Dunque, in questa mia nuova veste di finto provenzale, scopro le strade di Aix-en-Provence mentre la luce si spegne sui festeggiamenti per la vigilia del 14 luglio. Hanno rimandato i fuochi d’artificio per il rischio incendio, ma questo lo scoprirò dopo, poco prima delle undici, mentre guardo le persone – prevalentemente coppie e gruppi di turisti in vacanza – scivolare sul Cours Mirabeau. In cima alla strada, da un palco, una cantante che nella mia testa equivale a quelle che si trovano in estate alle sagre di paese esegue vari successi anni Ottanta e Novanta con grande soddisfazione di una piccola folla radunata là vicino. Quello che rimane della sera, però, è lo sguardo curioso che mi conduce a perdermi nelle stradine del centro storico, a cercare le piazzette che si aprono qua e là con le loro fontane, ad attraversare i gruppi di studenti alla ricerca di un luogo in cui bere.

Il Cours Mirabeau ad Aix-En-Provence

Il giorno successivo, torno in quelle vie. È il 14 luglio, le strade sono piene di bandiere francesi. Curioso, penso, per un luogo che ha vissuto per molto tempo, perlomeno fino alla Rivoluzione, una conflittualità con Parigi. Vicino alla Rotonde suonano jazz anni Venti di fronte alle persone che passano con la tranquillità dei giorni di festa, con la libertà di fermarsi, di ascoltare, di fotografare. Poco più lontano, si vendono lavanda e salumi e non passa molto tempo prima che mi trovi a mangiare una madeleine nel calore della giornata che avanza.

L’interno della cattedrale di San Salvatore

A sera, mi immergo nel silenzio della Cattedrale di San Salvatore. Qualche panca più in là, un ragazzo legge un libro, probabilmente spinto in quei luoghi dal minore calore e dall’atmosfera raccolta. Gira le pagine con calma e anche quando il custode viene a dirci che la chiesa sta chiudendo e che bisogna andare si prende qualche minuto, forse per finire il capitolo, prima di chiudere il volume e di avviarsi verso l’uscita. La notte scende sul Cours Mirabeau pieno di schermi per vedere la semifinale dei Mondiali tra la nazionale francese e la Spagna. L’entusiasmo iniziale, nutrito da cori con l’inno francese e da bandiere tricolori che spuntano un po’ ovunque, svanisce presto e, dopo il secondo gol della Spagna, i tre uomini accanto a me iniziano a commentare in modo sconsolato che la loro squadra sta giocando male e non recupererà più lo svantaggio. Il clima, comunque, rimane lievemente gioioso, al punto da ignorare qualche spagnolo che passa festante con la bandiera in macchina o con il monopattino. Il chitarrista sul Cours Mirabeau suona La vie en rose mentre iniziano i fuochi d’artificio rimandati ieri forse nella speranza di poter celebrare la vittoria dei Blues e questo ammanta tutto di una lieve malinconia.

La Rotonde al tramonto

Tornando in albergo, immagino Marsiglia, colorandola con i ricordi dei libri di Izzo amati in un’altra età. Spero di riuscire a vederla, per dare corpo alle fantasie di un altro tempo.

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