Lettera da un’estate

Di quest’estate
di questo tempo che ricorda altri tempi
frammentati nell’indefinito nulla
tra il sogno e il ricordo
rimarremo io e te
sul confine del mondo, oltre le macerie di ciò che è stato
sul margine di un mare che è stato singolarmente mio e tuo
e ora, mentre ci immergiamo, è compiutamente nostro
Rimarremo io e te
anche se non abbiamo sentito il profumo dei tigli
anche se la scuola è finita da tempo
anche se i giorni nuovi sembravano terminati
anche se non si poteva più inventare niente
e tutto era condannato alla ripetizione di un tempo di valse
nella semioscurità di un locale di periferia.

Che tempo sarà il nostro tempo?
Lo sapremo in autunno
Ora sono i giorni
di emozionarsi per uno sguardo
per la novità di una parola
per la tenerezza di un bacio
nella luce del primo pomeriggio
al primo piano di una stazione
oppure nelle acque calde della sera
con il sale che entra nel naso.

Facciamo la rivoluzione
o facciamo l’amore
cantavamo al tramonto
e poi facevamo entrambi mentre attendevamo
che l’alba si allungasse sui manifesti del Maggio
sui libri di poesie che leggevamo a sera
sul tempo che cambiava ogni giorno di più.

L’autunno dirà
la forma del futuro
ora il passo leggero di luglio
ci lasci la libertà di costruire ricordi
dando non un senso che costringa i giorni a venire
ma la fiducia di leggere negli anni lo stesso sorriso
che increspava le labbra sul finire di maggio.

L’autunno porterà
la concretezza spoglia della strada da percorrere
ora
alle porte di agosto
facciamo la rivoluzione
facciamo l’amore
dimentichiamo il tempo
e nello scroscio della sensazione che diventa ricordo
immergiamoci in questa crepa felice della vita.

È tutto qui
ma te lo dovevo scrivere.


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